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Già da parecchi anni, partecipiamo ad un progetto di adozione a distanza in INDIA, che è seguito direttamente da un Padre il quale, periodicamente, ci invia le sue testimonianze bellissime, che ci colmano di speranza e ci fanno capire quanto un gesto così piccolo possa recare tanti frutti: una tra tutte, la lettera qua sotto ci spiega più di tanti altri discorsi perchè quello delle adozioni a distanza, non è un gesto "buono" che ci mette la coscienza a posto: ma diventa una doverosa presa di coscienza di quello che ognuno di noi può e deve fare in concreto...

 

  

Warangal (INDIA) 15 Settembre 2002

 

… stando così le cose, la tentazione di sederci, mandare tutti al diavolo, e badare per quanto è possibile ai fatti propri, è forte. Però mandare gli altri al diavolo è la strada giusta per andare anche noi al diavolo. Ma cosa è possibile fare, quando con questa globalizzazione non si è più liberi neppure di decidere cosa mangiare, perché ce lo dice la televisione; dove andare a fare le vacanze, perché ce lo dice il depliant dei viaggi; neppure che aria respirare, perché lo decidono le compagnie del petrolio.

Seduto su uno sgabello, con attorno trecento bambini e con davanti una cesta di croccanti, la soluzione mi sembra semplice. Vi ricordate di Kamale, la bambina con in braccio la sorellina a cui diedi l’unica caramella che mi era rimasta in tasca? Kamala non calcolò la radice quadrata della caramella per dividerla con la sorellina; ma una leccata a te ed una leccata a me, risolse il problema e fece felice se stessa e la sorellina.

Lasciamo che i capi di stato, i magnati delle industrie, i profeti di tutte le religioni globalizzino il mondo; tanto, non possiamo fermarli, noi poveri untorelli; ed anche quelli che fanno tremare il mondo, passano uno dopo l’altro, come i nuvoloni in cielo.

Ma anche noi possiamo cambiare il mondo. Non su scala globale, perché noi non siamo né matti né profeti: ma il mondo di un bambino. Un bambino che deve digiunare e non può andare a scuola perché a trentamila chilometri di distanza una testa matta o un profeta ha deciso che il campo su cui viveva la sua famiglia non deve essere più coltivato a riso, ma deve essere buttato per aria per tirare fuori l’uranio che ci sta sotto e far funzionare una centrale al polo sud.

Meglio ancora, cambiamo il mondo di due o tre bambini. Tanto con quello che spendiamo per un pranzo al ristorante per rovinarci il pancreas, possiamo mantenere uno di questi bambini per un mese. Di questi bambini ne è pieno il mondo, ed a me basta una cesta di croccanti per racimolarne alcune centinaia. E più il mondo diventa globale e più questi bambini aumentano, anche se il loro numero è contenuto con l’aborto, la fame, le malattie, la malavita.

Questa è l’adozione a distanza. Scegliere un pezzettino di un mondo lontano, emarginato e scartato dai grandi disegni dei grandi uomini, e da un piccolo rottame farne un piccolo capolavoro con lo studio e la riconoscenza. Naturalmente non tutte le ciambelle riescono col buco. Ma anche se non riusciamo al primo tentativo, dobbiamo sempre continuare fin quando non solo ne esce una ciambella, ma anche un panettone.

C’era il mio professore di filosofia che ci diceva che per migliorare il mondo non è necessario raddrizzare l’asse su cui la terra ruota da millenni. Basta coltivare un bel geranio sul balcone e nessuno può negare che abbiamo reso il mondo più bello. Questo è tanto più vero se da un bambino emarginato ne facciamo un gioiello nel suo villaggio…

P. A. Colombo

  

 

 

Un'altra associazione che abbiamo avuto occasione di conoscere da vicino (il prof. Barsi, il fondatore, è stato insegnante di religione di nostro figlio al Liceo) é AGATA SMERALDA, impegnata coi "bambini di strada" brasiliani, che ci ricorda una semplice verità: Un piccolo gesto può fare veramente molto: salvare una vita.

http://www.agatasmeralda.org